XX GMG: IL PAPA: "DIO SIA PRESENTE NELLA VITA PUBBLICA". I GIOVANI, "IL CROCIFISSO NON È ATTACCO ALLA LAICITÀ"

"È importante che Dio sia presente nella vita pubblica, con segni della Croce, nelle case e negli edifici pubblici". Così Benedetto XVI – a braccio – durante l’omelia per la messa dell’Assunta celebrata oggi nella piccola chiesa parrocchiale di Castel Gandolfo, intitolata a San Tommaso di Villanova. "L’epoca moderna – ha osservato il Pontefice – ha creduto che accantonando Dio e seguendo solo le nostre idee e la nostra volontà saremmo diventati veramente liberi, ma ciò non è accaduto. Solo se Dio è grande – ha commentato Benedetto XVI – anche l’uomo è grande". Pensieri che condividono anche i giovani partecipanti alla XX Gmg, che inizierà ufficialmente domani a Colonia. Grégoire Petit, 19 anni, della banlieu di Parigi, non ha paura di mostrare la sua fede e la sua appartenenza alla Chiesa cattolica: "Ognuno deve essere libero di mostrare la propria fede religiosa. Non si può relegare un aspetto così basilare della propria vita, come la fede religiosa, alla sfera privata in nome della laicità dello Stato. Portare una croce o un altro segno religioso, con stile e senza spirito di provocazione, non è un attacco alla laicità di cui tanto si parla. Essere laici non significa dover rinunciare a credere. Bisogna rispettare anche chi professa una fede religiosa. Nella conoscenza reciproca, nella comprensione e nella tolleranza sta il segreto di una sana laicità".