IRAQ: IL CONSIGLIO D’EUROPA CHIEDE IL RILASCIO DEI GIORNALISTI RAPITI E INVITA CHI VA A "DICHIARARE PUBBLICAMENTE CHE NON SARANNO PAGATI RISCATTI". I DUBBI DI REPORTER SENZA FRONTIERE

” “"Un atto di aggressione contro la libertà di espressione": così il Consiglio d’Europa ha definito nel corso della sua seduta di ieri i rapimenti dei giornalisti in Iraq, chiedendo "l’immediato rilascio" della giornalista francese Florence Aubenas e del suo interprete Hussein al-Saadi e dei tre giornalisti rumeni Sorin Dumitru Miscoci, Marie-Jeanne Ion e Eduard Ovidiu Ohanesian. L’assemblea di Strasburgo ha anche proposto che "i giornalisti che lavorano in zone di conflitto possano proteggersi meglio dichiarando pubblicamente in anticipo che non potranno essere pagati riscatti né ricevere concessioni politiche per i rapitori nel caso venissero rapiti". Ad avviso del Consiglio d’Europa "una ampia pubblicità e l’andare incontro alle richieste dei terroristi – come attraverso il pagamento di ingenti somme ai rapitori – aumenta considerevolmente i rischi per i giornalisti che lavorano in zone pericolose", hanno precisato i parlamentari. Su questa proposta il Sir ha chiesto un parere a Pascale Bonnamour, responsabile dell’Ufficio Europa di Reporters sans frontières: "Esprimiamo soddisfazione per l’interesse delle istituzioni europee circa i rapimenti dei giornalisti nelle zone di guerra. Ricordiamo che si tratta di professionisti coraggiosi che si recano in queste zone solo per dare notizie e testimonianze sui conflitti. Tuttavia dubitiamo che una tale dichiarazione davanti ad un rapimento possa scongiurarlo".