“La famiglia ha la sua radice nell’amore di due sposi; questa radice è ricca di vita non perché i due sposi sono perfetti, ma perché sanno perdonarsi. Così si è conclusa ieri a Grosseto la VIII Settimana di studi sulla spiritualità coniugale e familiare che sul tema “Molto le è perdonato perché molto ha amato. Il perdono in famiglia come fonte di vita per il mondo”, ha riunito dal 21 al 25 aprile 600 persone di cui 200 erano figli.
“Quante volte ha raccontato don Sergio Nicolli, direttore dell’Ufficio famiglia della Cei che ha promosso l’incontro – in questi anni accompagnando per un tratto di strada coppie di sposi logorati da una storia di meschinità, feriti da innumerevoli incomprensioni, offese e umiliazioni vicendevoli, disorientati dalla crisi, ho avuto la gioia di assistere stupito al miracolo della grazia di Dio che ha fatto irrompere la luce del perdono e riacceso la festa di un incontro”. “Per questo siamo chiamati a credere continuamente nella famiglia” e “la famiglia aggiunge don Nicolli – merita questo atto di fede non perché è perfetta ma perché sostenuta dalla misericordia di Dio che si è impegnato con gli sposi nel giorno delle nozze. Stiamo attenti a non fare una pastorale familiare ‘doc’, a dare credito solo alle famiglie che riteniamo migliori o ben riuscite. Siamo mandati a tutti, siamo chiamati a riconoscere che la storia di ogni famiglia è una storia sacra: non perché storia perfetta senza peccato, ma perché storia abitata da Dio”.