” “”Un appello a tutti i cristiani particolarmente significativo per la sua forza evangelica che si è trasformato in una preghiera al Signore perché la ‘rete’ dell’unica Chiesa di Cristo non si laceri più. A me pare che la solennità dell’inizio del pontificato dia a queste parole del Papa un peso straordinario che tocca il cuore di tutti e dà una spinta vigorosa a superare ogni ostacolo per accogliere quanto prima il dono dell’unità”. Così da piazza San Pietro, mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione ecumenismo e dialogo della Conferenza episcopale italiana, commenta le parole pronunciate oggi da Papa Benedetto XVI nell’omelia di inizio pontificato. “Questo appello all’unità prosegue il vescovo – va inserito in tutto il contesto del discorso che chiarifica la indispensabile missione della Chiesa per un mondo più umano sottolineando che l’unità dei cristiani è fermento e lievito di una fraternità fra i popoli”. In piazza San Pietro erano presenti delegazioni del patriarcato di Mosca, e di Costantinopoli e rappresentanti delle altre Chiese ortodosse (rumena, armena, serba, la Chiesa di Alessandria). Presente, per la prima volta nella storia ad una messa di intronizzazione, anche l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, primate della Comunione anglicana nonché molte delegazioni del mondo protestante (luterani, riformati ed evangelici). La delegazione del patriarcato di Mosca era guidata dal Metropolita Kirill, numero due della Chiesa ortodossa russa. “È significativo commenta Paglia – che per questa occasione la delegazione di Mosca abbia conservato lo stesso grado di quella presente ai funerali di Giovanni Paolo II. Kirill ha già affermato che questo passaggio di pontificato ha per la Chiesa di Russia un’importanza tutta particolare”. (segue)