BENEDETTO XVI: SIGALINI (VESCOVO ELETTO PALESTRINA), “APPELLO AI GIOVANI IN CONTINUITÀ CON WOJTYLA. HA DATO UN NOME ALLE LORO PAURE: PERDITA DI LIBERTÀ”

” “”Vorrei con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita”. L’appello ai giovani di Giovanni Paolo II, del 22 ottobre 1978, fatto proprio oggi da Benedetto XVI è la prova della continuità del magistero tra i due Pontefici. A pensarla così è mons. Domenico Sigalini, vescovo eletto di Palestrina, esperto di mondo giovanile grazie alla sua lunga esperienza all’interno del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei e nell’organizzazione delle Gmg. Al Sir Sigalini dichiara: “Non è una fotocopia del rapporto tra Giovanni Paolo II ed i giovani. Mi sembra che Benedetto XVI sia andato oltre a questo ‘aprite le porte a Cristo’. Ha aiutato a capire che Cristo non porta via nulla alla libertà personale. Nulla di quello che è autenticamente umano Cristo porta via. Cristo porta la felicità non la ruba”. Nell’omelia della messa di inizio di pontificato, Papa Ratzinger “ha specificato e personalizzato, tenendo conto del cambiamento dei tempi, quello che preme alla gioventù. Ha dato un nome alle paure dei giovani di oggi: la perdita della libertà. Ha spiegato cosa significa aprire le porte a Cristo”. Un appello “in continuità e in approfondimento con il magistero di Giovanni Paolo II”. “Con un linguaggio semplice – conclude mons. Sigalini – Benedetto XVI rivela una grande umiltà. Si vede che è una persona che ha bisogno di tutti ma che sente di dover stare al suo posto. Quello che chiede a tutti lo domanda, in primis, a se stesso. Un padre buono ed esigente come Giovanni Paolo II, disposto come lui a camminare con gli altri”.