BENEDETTO XVI: LA PRIMA OMELIA, “LA CHIESA È VIVA” (3)

” “L’altro segno dell’insediamento nel Ministero Petrino è la consegna dell’anello del pescatore, che ricorda la chiamata di Pietro “ad essere pastore”. “Anche oggi – ha sottolineato il Papa – viene detto alla Chiesa di prendere il largo nel mare della storia e di gettare le reti, per conquistare gli uomini al Vangelo”. “Noi uomini – ha ricordato – viviamo alienati, nelle acque salate della sofferenza e della morte. La rete del Vangelo ci tira fuori dalle acque della morte e ci porta nello splendore della luce di Dio. Nella missione di pescatore di uomini, al seguito di Cristo, occorre portare gli uomini fuori dal mare salato di tutte le alienazioni verso la terra della vita, verso la luce di Dio. Esistiamo per mostrare Dio agli uomini. Solo quando incontriamo in Cristo il Dio vivente, noi conosciamo che cosa è la vita. Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione. Ciascuno di noi – ha affermato il Papa – è il frutto di un pensiero di Dio. Il compito del pastore, del pescatore di uomini può spesso apparire faticoso. Ma è bello e grande, perché è un servizio alla gioia di Dio che vuol fare il suo ingresso nel mondo”. Per Benedetto XVI “sia nell’immagine del pastore che in quella del pescatore emerge in modo molto esplicito la chiamata all’unità. Facciamo tutto il possibile per percorrere la via verso l’unità. Signore, fa’ che siamo un solo pastore ed un solo gregge! Aiutaci ad essere servitori dell’unità!”. L’ultimo pensiero Benedetto XVI lo riserva a Giovanni Paolo II e all’inizio del suo ministero sulla Piazza di San Pietro. “Continuamente mi risuonano nelle orecchie le sue parole di allora (22 ottobre 1978): ‘Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo!’ Il Papa parlava ai forti, ai potenti del mondo, i quali avevano paura che Cristo potesse portar via qualcosa del loro potere. Sì, egli avrebbe certamente portato via loro qualcosa: il dominio della corruzione, dello stravolgimento del diritto, dell’arbitrio. Ma non avrebbe portato via nulla di ciò che appartiene alla libertà dell’uomo, alla sua dignità, all’edificazione di una società giusta. Il Papa parlava inoltre a tutti gli uomini, soprattutto ai giovani”. E proprio a questi ultimi è andato l’ultimo appello della prima omelia: “cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita”.
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