“Non vi è dubbio alcuni che Benedetto XVI sarà strenuo difensore della purezza e integrità della fede”. Ne è convinto mons. Eugenio Ravignani, vescovo di Trieste, che nell’omelia della Messa di ringraziamento per l’elezione del nuovo Pontefice prosegue: “Altrettanto certo è che saprà esserlo con l’amore di un pastore: chi lo conosce dice della sua sensibilità attenta e della sua disponibilità a farci carico dei dubbi, dei problemi e della sofferenza dell’altro, ne rileva la semplicità, la familiarità, la dolcezza del suo sorriso. Sono segni che rivelano un cuore che sa amare”. Poi i riferimenti al primo messaggio di Benedetto XVI, letto ieri dopo la Messa di chiusura del Conclave: “Ha affermato con forza la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del Concilio Vaticano II, ha richiamato alla collegialità episcopale, si è assunto come impegno primario quello di lavorare senza risparmio di energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo”. “Joseph Ratzinger scrive il vescovo di Piazza Armerina, Michele Pennisi, ripercorrendone nel la biografia, nel messaggio indirizzato ai fedeli della sua diocesi è stato un appassionato cercatore di Dio, un testimone della Verità che salva, un innamorato di Gesù Cristo di cui ha voluto essere sempre un discepolo umile e fedele. In lui la ricerca onesta della verità scaturisce dalla sua carità pastorale e lo apre all’ascolto e al dialogo. La sua fede profonda, la sua affabilità umana, la sua finezza intellettuale, la sua fedeltà al Vangelo osserva il vescovo si sono manifestati nei vari compiti ecclesiali di sacerdote zelante, di teologo che ha collaborato al Concilio Vaticano II, di pastore premuroso, di custode dell’ortodossia come stretto collaboratore del ministero petrino di Giovanni Paolo II nell’accompagnare il cammino post-conciliare, che nonostante le difficoltà, è caratterizzato da una nuova giovinezza della Chiesa e da una nova primavera frutto dello Spirito Santo”.