"Questo Papa continuerà il cammino di Giovanni Paolo II e non ha paura delle idee nuove. Egli stimolerà nei preti il desiderio di ricercare una spiritualità che sappia incontrare e capire meglio il mondo nel piano di Dio". È quanto pensa Valerie Aucante, parigina, da alcuni anni a Roma per lavoro, in piazza San Pietro questa mattina insieme ad un gruppo di connazionali. "I francesi ha proseguito sono rassicurati dall’avere ancora una volta un Papa europeo. Anche se i ponti non si costruiscono solo con le idee, ma con le persone e magari un pontefice latinoamericano avrebbe potuto aiutare di più in questa direzione, la Chiesa non è pronta per cambiamenti radicali e forse anche il mondo ha bisogno di una Chiesa che non cambi adesso". In piazza anche un gruppo di studenti dell’istituto salesiano S. Ambrogio di Milano; per Francesco Lisanti che ha 23 anni: "Woytila era ‘il’ Papa per me; sono convinto che il card. Raztinger rappresenterà la continuità con la sua linea. Sono contento che abbia scelto il nome di Benedetto XVI, per valorizzare la condanna della guerra espressa da Benedetto XV". Robert Miklas, polacco, ha confessato la sua speranza di un Papa latinoamericano ma: "Il Papa è il Papa di tutti, non è tedesco e non è polacco: non è il card. Ratzinger, ma Benedetto XVI. Dobbiamo augurarci che sappia capire la gente di tutto il mondo ed operare per cambiare le cose". Rimpianti per non essere più la nazione che ha espresso il Papa? "Occorre pensare al futuro ha concluso Miklas -; dal passato ereditiamo molte cose buone ma come Chiesa dobbiamo chiederci: dove andiamo? E cosa vogliamo?".