BENEDETTO XVI: CONTINUANO I MESSAGGI DI “SALUTO” DALLE DIOCESI

Da ieri sera, continua ininterrotto il “flusso” dei messaggi di “saluto” dei vescovi delle diocesi italiane a Benedetto XVI. Un “dono di Dio per la Chiesa del nostro tempo”: così il vescovo di Bolzano-Bressanone, Wilhelm Egger, definisce il nuovo Pontefice. “I cardinali – esordisce Egger – hanno eletto Joseph Ratzinger nuovo Papa in un conclave di breve durata. Essi hanno manifestato la convinzione che le sue doti e la sua esperienza costituiscano un dono di Dio per la Chiesa del nostro tempo. Possiamo proprio ringraziare il Signore per il nuovo Papa, Benedetto XVI”. Poi alcuni cenni alla biografia di Papa Ratzinger: “Il suo libro ‘Introduzione al Cristianesimo’ è stato per molti di grande aiuto per crescere nella fede e per dare, alla luce della fede, il proprio contributo all’edificazione della società. All’inizio del conclave – ricorda Egger – egli ha sottolineato l’importanza che la fede mantenga il suo volto inconfondibile anche in un mondo secolarizzato, segnato fortemente dal pensiero debole. Il dialogo ecumenico ed interreligioso può infatti procedere spedito se gli interlocutori sono consapevoli della propria identità”. L’elezione di Benedetto XVI è “un messaggio importante per la società odierna e per l’Europa”. Ne è convinto mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, che soffermandosi sulla scelta del nome del nuovo Pontefice rimanda a San Benedetto, padre del monachesimo occidentale: “San Benedetto – ricorda il vescovo – ha lasciato una società in piena crisi ed ha ricostruito un nuovo modello di società con i criteri della fede cristiana e con il meglio della cultura umanistica romana. Il monachesimo è una radice dell’Europa e accomuna l’Occidente cattolico e l’Oriente ortodosso, perché appartiene alla Chiesa indivisa. Il Papa, se è fedele a Cristo e al Vangelo, diventa ‘segno di contraddizione’. E così penso sarà anche per Benedetto XVI”. Oggi, intanto, sono in programma in moltissime diocesi (tra cui Como, Verona, Genova, Trieste, Parma) Messe di ringraziamento per l’elezione del 264° successore di Pietro, con il canto del “Te Deum”. (segue)