ACQUA: IL CIPSI CONTRO LA "MERCIFICAZIONE" DEL BICCHIERE D’ACQUA NEI LOCALI PUBBLICI

Il Cipsi aderisce e sostiene la campagna "per bere nei locali pubblici acqua di rubinetto" lanciata dal Contratto mondiale dell’acqua. “La recente circolare del ministro delle attività produttive che introduce il divieto, nei locali pubblici, di distribuzione di bicchieri di acqua, obbligando a vendere l’acqua solo in bottigliette monodose, sigillate – spiega Guido Barbera, presidente del Cipsi, coordinamento di 36 associazioni di cooperazione internazionale – ci deruba del nostro diritto al bicchiere d’acqua, solo per favorire le ‘attività produttive’!" "Non mi meraviglierei affatto – continua – che per rilanciare l’attività produttiva italiana, ci trovassimo fra poco a dover respirare anche esclusivamente aria attraverso bombolette monodose prodotte da qualche multinazionale straniera". Di fronte a questo abuso amministrativo assurdo, il Cipsi aderisce e partecipa alla campagna lanciata dal Comitato italiano per il Contratto mondiale sull’acqua ‘per bere nei locali pubblici acqua di rubinetto’, invitando tutti i cittadini a servirsi esclusivamente dei locali pubblici che parteciperanno alla campagna continuando a servire il caro "bicchiere d’acqua di rubinetto". "Siamo fortemente contrari a  questo provvedimento – afferma Barbera – nocivo non solo alle tasche dei cittadini, ma soprattutto all’ambiente, ed intendiamo mobilitare in massa la nostra base associativa, gli oltre 100mila sostenitori delle nostre associazioni, per  portare concretamente, nelle 19 regioni in cui siamo presenti, la richiesta agli enti locali, agli esercenti, alle associazioni con cui lavoriamo sul territorio di  fare obiezione di coscienza a questo decreto e  scrivere ‘questo locale – ufficio – associazione aderisce alla proposta del comitato italiano contratto mondiale sull’acqua e serve bicchieri d’acqua di rubinetto’".
"La mercificazione forzata e legale del bicchiere d’acqua è un ulteriore affronto – conclude – nei confronti dell’1,5 miliardi di persone che nel mondo non ha mai avuto accesso all’acqua potabile o, come in Italia, lo ha occasionalmente. Invitiamo il governo italiano ad affrontare questi problemi, a dimostrazione non solo di maggiore serietà e grado di civiltà, ma anche di strategia politica ed economica, se non fosse altro nella tutela dell’ambiente e per gli enormi risparmi che ne deriverebbero da questo".” ”