Su 238 immigrati solo 7 avevano un lavoro, e durante il periodo di accoglienza su 129 persone che hanno trovato lavoro (49 uomini e 80 donne)solo 11 hanno trovato un lavoro "regolare". Sono alcuni dati della Caritas di Vicenza, che durante quest’inverno ha accolto 376 persone tra gli stranieri senza fissa dimora, grazie al ricovero notturno invernale d’emergenza gestito dalla Caritas diocesana da sette anni. La struttura, che ha appena chiuso i battenti, quest’inverno ha offerto mediamente ogni notte a 74 senzatetto un posto al caldo dove dormire, grazie al ricovero d’emergenza, a cinque parrocchie cittadine e all’iniziativa del vescovo, Cesare Nosiglia: in tutto 11.035 pernottamenti, 634 dei quali presso strutture esterne a Casa S. Martino. Delle 376 persone senza fissa dimora ospitate informa la Caritas vicentina 48 sono stati gli italiani, 328 gli stranieri;224 gli uomini e 152 le donne, buona parte delle quali provenienti dai paesi dell’Est Europa. L’età degli ospiti ha oscillato fra i 19 e i 69 anni; 33 le nazionalità di provenienza, con il gruppo romeno più numeroso fra gli uomini e quello moldavo fra le donne. Per quanto riguarda le condizioni psicologiche dei senzatetto, in aumento rileva la Caritas il "disagio psichico" e la presenza di "lavoro nero". "Di anno in anno racconta don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas di Vicenza notiamo tra gli stranieri che ospitiamo un incremento dei disturbi comportamentali. Una sofferenza che si affianca ad un altro allarmante segnale emergente: la facilità con cui anche stranieri che vivevano una vita normale si ritrovano espulsi da questa normalità semplicemente perché perdono il lavoro e quindi la possibilità di essere in regola, con gravi contraccolpi su tutti gli aspetti della propria vita".