Gesti e parole di cinque Pontefici appena eletti. E’ ciò che propone il Sir nel quinto degli ‘speciali’ dedicati a Giovanni Paolo II e pubblicato oggi sul sito old.agensir.it. Scorrendo le pagine dell'”Osservatore Romano” il Sir ricostruisce il primo incontro del neoeletto Pontefice con i fedeli partendo dalla cronaca del primo discorso rivolto il 16 ottobre 1978 da Giovanni Paolo II alla folla convenuta in piazza San Pietro, risalendo indietro negli anni fino all’elezione di Pio XI. Si va, dunque, dal famoso “se sbalio mi corrigerete…”, di papa Wojtyla (16 ottobre 1978), al racconto fatto dallo stesso Giovanni Paolo I della sua elezione: “Ieri mattina io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere. Appena è cominciato il pericolo per me, i due colleghi che mi erano vicini mi hanno sussurrato parole di coraggio…( 28/29 agosto 1978)”. Di Paolo VI (21 giugno 1963) si ricorda la prima benedizione ‘Urbi et orbi’ e l’indulgenza plenaria, estesa, oltre che ai presenti nella piazza, a quanti stavano seguendo l’evento attraverso la radio o la televisione. Pronunciate con “voce distinta, armoniosa, calda, paterna” furono le parole di Giovanni XXIII (28 ottobre 1958), accompagnate da gesti di “straordinaria tenerezza” come a dire, “già vi ho tutti nel cuore, sono tra voi e Dio”. Pio XII affidò le sue prime parole ad un radiomessaggio del 4 marzo 1939 in cui si avverte tutta la gravità di quei giorni: “In queste ore trepide e difficili, mentre tante difficoltà sembrano opporsi al raggiungimento di quella pace che è l’aspirazione più profonda dei cuori, Noi leviamo al Signore una speciale preghiera per tutti coloro cui incombe l’altissimo onore e il peso gravissimo di guidare i popoli nelle vie della prosperità e del progresso”. Imponente e solenne fu l’ingresso di Pio XI: Di fronte alle “grida di ‘Viva il Papa’” le persone al seguito del Pontefice “hanno fatto cenno di far silenzio, ed allora la voce poderosa di Pio XI si è levata solenne a benedire la folla sottostante e con essa il mondo intero” (dall'”Osservatore Romano” del 6/7 febbraio 1922).