” ““Un grande amore verso Cristo, la devozione verso Maria, l’adorazione eucaristica, la semplicità e povertà di vita” è l’eredità lasciata da Giovanni Paolo II alla Chiesa e al mondo intero. A ricordarlo è mons. Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, che oggi ha presieduto, nella basilica vaticana, il sesto novendiale in suffragio di papa Wojtyla. “Con la Lettera ‘Novo millennio ineunte’ ha detto il Sostituto ha additato ad ogni battezzato come primario l’impegno per la santità, con l’indizione dell’anno del Rosario ha posto in evidenza l’importanza della devozione alla Vergine Maria e con lo speciale ‘Anno dell’Eucaristia’ ha ribadito la centralità del mistero eucaristico nella Chiesa”. L’amore del defunto pontefice verso Cristo “presente nell’altare”, ha ricordato mons. Sandri, “si fa invocazione, ‘Mane nobiscum Domine, resta con noi Signore. Come non vedere nella morte del papa un misterioso richiamo all’intensità con cui ha partecipato al sacrificio di Cristo? Abbiamo seguito con trepidazione questa personalissima Messa in cui il Papa, in unione alla Passione di Cristo, ha fatto dono della propria persona, attraverso il dolore e le sofferenze alla Chiesa e al mondo”. Mons. Sandri ha poi ricordato come il Papa, prima di “prendere decisioni importanti” era solito “sostare a lungo davanti al Santissimo Sacramento, portando con sé i dossier da esaminare nella cappella privata. Ogni scelta scaturiva dalla sola ricerca della volontà di Dio”. Altro elemento della personalità e spiritualità del Pontefice è stata “la sua semplicità e povertà di vita” che emergeva anche dalla “modestia dell’arredamento che lo circondava”, dalla “umiltà, semplicità e dal senso di distacco e disponibilità con cui si abbandonava nelle mani di Dio. E’ un esempio ha concluso di semplicità e distacco, di servizio fedele e disinteressato alla vigna del Signore, di costante disponibilità e docile adesione alla volontà di Dio”.