“La prima sensazione è senz’altro di sconcerto, è difficile spiegare perché certi avvenimenti accadano ma il loro ripetersi con frequenza deve spingere tutti a riflettere sulla deriva che sempre più lo sport sta assumendo verso comportamenti incivili e violenti”: è il commento rilasciato al Sir da Bruno Pizzul, noto giornalista sportivo, sugli episodi di violenza che si sono ripetuti negli stadi italiani negli ultimi giorni. “Si tratta ha affermato Pizzul di segnali pericolosi di una inquietudine che percorre tutta la nostra attuale convivenza civile e che viene esasperata dalle gare sportive tanto da esplodere”. Per Pizzul: “siamo ormai ad un punto di rottura in cui occorre necessariamente fare qualcosa, come ha detto anche il ministro dell’ interno minacciando la chiusura degli stadi”. Occorrerebbe, per prima cosa “applicare le norme che già esistono e soprattutto le sanzioni conseguenti a certi comportamenti. In Inghilterra hanno affrontato e risolto il problema in questo da modo. In Italia, invece, è come se tutti avessimo accettato una convenzione in base alla quale gli stadi e le zone limitrofe costituiscono una specie di zona franca in cui sono tollerati comportamenti che altrove assumono rilevanza penale”. Tutto il mondo dello sport, secondo Pizzul “dovrebbe fare un passo indietro e abbassare i toni, a cominciare dai calciatori che spesso perdono il controllo in campo, ai dirigenti che non accettano di perdere le perdite perché è troppo grande l’investimento economico che rappresentano, agli stessi giornalisti che alimentano la litigiosità tra clubs con toni troppo accesi”. “Occorre recuperare ha concluso Pizzul il senso della misura e la consapevolezza di una cultura sportiva fondata sui valori della convivenza civile”.