DIOCESI: CONVEGNO COP, IL DIACONO “A SERVIZIO DELLA SOCIETÀ”, NO A “CLERICALIZZAZIONE” E “LAICIZZAZIONE” (2)

Il teologo si è poi soffermato a parlare del diaconato come “servizio alla società”: “Il diaconato – ha detto – è un dono che richiama tutti i battezzati alla dimensione del servizio. È il sacramento che tiene sveglia la tensione della comunità verso tutte le persone nel bisogno, specialmente quelle che vivono ai margini”. In questa prospettiva, ha osservato il relatore, “il diacono non si limita ad attendere i fedeli alla soglia di ingresso, ma si porta nel cuore del mondo: nelle case, nelle fabbriche, nella scuola, nella famiglia, nell’ufficio, nel quartiere, negli ospedali. Il diaconato è un forte segno di Cristo servo e della Chiesa serva non solo per gli altri ordinati e per gli altri battezzati, ma per tutta la società”. Un richiamo, questo, “particolarmente urgente” nell’attuale situazione culturale: “In una mentalità in cui prevalgono sensazioni, emozioni e sentimenti – ha concluso il teologo – il diacono è segno di una dedizione stabile e definita; in una cultura ossessionata dalla apparenza e dall’eccezionale, il diacono è segno della quotidianità e dell’importanza di ciò che è ordinario; in una cultura che mira a costruire piedistalli per assicurare il successo e il potere, è segno di Cristo che si mette ai piedi dei discepoli per lavarli; in un clima religioso che tende ad uno spiritualismo disincarnato, il diacono è segno della vera spiritualità che passa attraverso la storia quotidiana e non la fugge”.