Il mistero della morte e resurrezione di Cristo Gesù è stato il filo conduttore della quinta celebrazione dei novendiali per Giovanni Paolo II, che si è svolta oggi nella basilica di San Pietro, presieduta dal card. Eugenio Araujo Sales. “Gesù ha detto il porporato nella sua omelia si presenta come nostro cammino e nostra vita. Egli rende possibile il nostro camminare perché prende su di sé la nostra croce, ci conforta con la sua amicizia e ci vuole ristorare divinamente”. Questo conforto, ad avviso del porporato, “è una progressiva introduzione alla divina comunione tra Gesù ed il Padre e per questo il Santo Padre con tanto ardore ci ha insegnato la fedeltà alla dottrina di Cristo, custodita dalla Chiesa; la conoscenza del Padre è sempre dono gratuito della rivelazione”. Riferendosi alla lettura degli Atti degli Apostoli, proclamata poco prima, il card. Sales ha affermato che “l’esultanza del cuore umano di Gesù anticipa il giubilo di ogni creatura nella Resurrezione” e citando le parole dell’apostolo Pietro, “Tu Signore mi fai conoscere la via della vita; nella tua presenza c’è giubilo senza fine”, ha aggiunto: “queste parole ci fanno volgere lo sguardo verso il Santo Padre che volle sempre insegnarci il Cristo, cammino della vita, preghiamo perché il Papa sperimenti l’eterna ed ineffabile presenza di Cristo”. Meta definitiva del Vangelo, “la dignità di ogni persona umana tanto proclamata da Giovanni Paolo II”, sarà raggiunta “nell’accoglienza del Cristo risorto”. “Ora ha concluso il cardinale il Pontefice concelebra questa eterna liturgia in Cristo e per Cristo con tutti i santi alla presenza di Maria, singolare protettrice del nostro amato Papa”.