” ““Il nostro Papa ha aggiunto il porporato – non ha mai voluto salvare la propria vita; ha voluto dare se stesso senza riserve, fino all’ultimo momento, per Cristo e così anche per noi. Proprio in tal modo ha potuto sperimentare come tutto quanto aveva consegnato nelle mani del Signore è ritornato in modo nuovo: l’amore alla parola, alla poesia, alle lettere fu una parte essenziale della sua missione pastorale e ha dato nuova freschezza, nuova attualità, nuova attrazione all’annuncio del Vangelo, proprio anche quando esso è segno di contraddizione”. “Seguimi”: la “voce del Signore” torna a farsi sentire nell’ottobre del 1978 quando il cardinale Wojtyla viene eletto papa. Ad avviso di Ratzinger “l’amore di Cristo fu la forza dominante nel nostro amato Santo Padre; chi lo ha visto pregare, chi lo ha sentito predicare, lo sa. E così, grazie a questo profondo radicamento in Cristo ha potuto portare un peso, che va oltre le forze puramente umane: Essere pastore del gregge di Cristo, della sua Chiesa universale”. Con il mandato “di pascere il suo gregge”, “Cristo annunciò a Pietro il suo martirio”. Così Giovanni Paolo II che “nel primo periodo del suo pontificato, ancora giovane e pieno di forze, sotto la guida di Cristo andava fino ai confini del mondo”. Ma poi “sempre più è entrato nella comunione delle sofferenze di Cristo, sempre più ha compreso la verità delle parole: “Un altro ti cingerà.”. E proprio in questa comunione col Signore sofferente ha instancabilmente e con rinnovata intensità annunciato il Vangelo, il mistero dell’amore che va fino alla fine. Egli ha interpretato per noi il mistero pasquale come mistero della divina misericordia. Il Papa ha sofferto ed amato in comunione con Cristo e perciò il messaggio della sua sofferenza e del suo silenzio è stato così eloquente e fecondo”. Indelebile, a riguardo è l’immagine dell’ultima domenica di Pasqua quando, ha concluso Ratzinger, “il Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si è affacciato ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed un’ultima volta ha dato la benedizione “Urbi et orbi”. Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara anima alla Madre di Dio, tua Madre, che ti ha guidato ogni giorno e ti guiderà adesso alla gloria eterna del Suo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Amen”.