” “Questo è il giorno dell’ascolto. Anche se forse sarà difficile per i molti rumori e brusii, questo è il giorno in cui sarà infinitamente bello ascoltare la voce di Giovanni Paolo II, eco della voce di Dio nel mondo. Una voce che, con il linguaggio della fede e della Chiesa, si leva oggi in piazza San Pietro, a Roma, e in tutto il mondo.
Come la prima volta, nell’ormai lontano 16 ottobre 1978, queste parole diventate soprattutto silenzio e preghiera, continuano a suscitare stupore, meraviglia, domande. È il messaggio dell’eternità quello che oggi fluisce nelle strade, nelle piazze, nelle case. Risveglia la coscienza dell’uomo che, nonostante le apparenze, avverte di avere assoluto bisogno del messaggio di una speranza che, entrata nella storia, non delude. È il dono meraviglioso che, in nome di Cristo, Giovanni Paolo II ha sempre fatto con la sua vita e ha reso totale salendo sulla croce dalla quale mai ha inteso dimettersi. È da quell’altezza che Dio consente a coloro che lo seguono di prendere la parola in suo nome. È guardando a quell’altezza che le lacrime diventano improvvisamente gioia indicibile, come accadde a due donne nel mattino di Pasqua.