“E allora lui è venuto a cercare. E venuto a cercare soprattutto i giovani in cui lui ha riconosciuto da sempre la speranza del mondo. Venti anni fa ci ha chiamati. Era la prima Giornata mondiale della gioventù, qui a Roma”. Per questo motivo, ha proseguito mons. Betori, “la fedeltà a lui ci impone di attraversare con lo sguardo la sua figura e di giungere al volto che egli ci ha sempre indicato: Gesù Cristo”. Quando “andavamo da Giovanni Paolo II con i nostri problemi”, ha ricordato il vescovo, egli ripeteva spesso: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Non abbiate paura, Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo Lui lo sa”. Andando con il pensiero all’incontro di Tor Vergata nel Grande Giubileo del 2000 e alla domanda posta in quell’occasione dal Papa ai giovani “Che cosa siete venuti a cercare? O meglio, chi siete venuti a cercare?”, mons. Betori ha detto: “Anche questa sera Giovanni Paolo II vuole che guardando il suo corpo ormai immobile possiamo giungere a vedere, riconoscere e quindi proclamare Gesù Cristo”. Ed infine, a nome dei giovani presenti che si apprestavano a muoversi in pellegrinaggio verso il Circo Massino per continuare la preghiera, il vescovo ha concluso: “Santo Padre non lo abbiamo dimenticato! Siamo qui a dirti che non vogliamo avere paura, che la strada che tu ci hai indicato è la nostra strada”.