Altro gesto storico la prima visita di un pontefice nella Sinagoga di Roma il 13 aprile 1986. "Per noi prosegue Pizzaballa – che viviamo nel contesto ebraico quel gesto ha inaugurato nuove relazioni di amicizia e di reciproca conoscenza e rispetto tra la Chiesa cattolica e la fede ebraica". Ma anche con il mondo islamico il papa ha compiuto gesti profetici, come per esempio "la sua visita alla grande moschea Omayyade di Damasco, il 6 maggio 2001", in cui auspicò "una migliore comprensione reciproca, non in opposizione ma in collaborazione per il bene della famiglia umana". Infine il pellegrinaggio in Terra Santa nel grande Giubileo del 2000. "I gesti compiuti allora sono una pietra miliare nel cammino della Chiesa nel suo rapporto con l’Ebraismo e l’Islam. Le storiche visite al muro del pianto e alle moschee sono ancora impresse nella nostra memoria". Non mancano i riferimenti al conflitto in corso tra israeliani e palestinesi: "in questo nostro contesto, lacerato da odi e divisioni, da rancore e soprattutto da paura, la voce di Giovanni Paolo II si è sempre levata con autorevolezza per invitare tutte le parti ad incontrarsi, a superare le reciproche ostilità, ma soprattutto ad abbandonare ogni forma di violenza, dalla quale può derivare solo altra violenza". All’orazione funebre saranno presenti anche musulmani, ebrei e cristiani di altre confessioni.” “