SIR – 03/04/2005 "Nelle missioni in Africa, Asia, America Latina, nelle città o nei posti più sperduti, la maggior parte dei fedeli delle Chiese nel mondo ha un ricordo personale del Papa incontrato durante i suoi viaggi". Lo dice al Sir mons. Giuseppe Andreozzi, direttore nazionale delle Pontificie opere missionarie e dell’ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, che ricorda il contributo di Giovanni Paolo II "a far sentire la Chiesa davvero universale e missionaria". "Con suoi viaggi le persone hanno sentito quanto Gesù sia davvero vicino ad ognuno di noi afferma mons. Andreozzi -. Il Papa ha toccato talmente tanti Paesi per cui tutti hanno un ricordo personale, una frase, un luogo dove hanno potuto vederlo ed incontrarlo. E’ stato sentito come una persona di famiglia, non come un Papa lontano. I fedeli in Africa, in America Latina, in Asia, nelle città come nei posti più sperduti sulle parole del Papa trovavano sempre motivo d’impegno e di speranza: ‘Abbiamo uno che parla per noi’, dicevano. E nelle missioni ho sempre trovato i missionari che attingevano a piene mani dalle parole del Papa". Mons. Andreozzi ricorda l’incontro dei missionari con il Papa durante il Giubileo, "l’attenzione che ha sempre dato ad ogni missionario ucciso, insegnando a riscoprire l’attualità del martirio, la sua azione sulle frontiere della giustizia, della pace, dei diritti umani". "E’ stato un grande strumento anche per i missionari perché ha permesso di impegnarsi in campi anche oltre i confini strettamente ecclesiali, facendo riconoscere la Chiesa come ‘Chiesa dei diritti umani’". Il direttore delle Pom e dell’ufficio Cei cita anche "il dono della grande enciclica missionaria, la Redemptoris missio, che è la grande ‘carta della missione’": "Con questo documento ha contribuito a far capire che la missione non è un’attività della Chiesa ma appartiene alla natura stessa della Chiesa". "L’agonia del Papa conclude – è stata accompagnata da una preghiera generale. Non c’è Chiesa nel mondo che non si sia stretta vicino al Santo Padre, spesso anche con incontri ecumenici. La comunione di preghiera è stata universale".