Salvatore Chiaromonte aveva solo 22 anni. Era un senza tetto, è stato trovato ieri sera in un ripostiglio tra i binari 14 e 16 della stazione Termini. Morto "per cause naturali", forse per il freddo. Nessuna violenza, nessuna siringa nelle vicinanze. "Quel ragazzo non è stato salvato dalle riflessioni e dai dibattiti sull’emarginazione, poteva invece essere salvato se qualcuno – e nessuno può sentirsi a posto solo perché non era presente in quel luogo – avesse dato un po’ di più, magari prendendo la bicicletta o il tram e andando fino a Trastevere, a piazza S. Egidio, dove diverse persone sono impegnate perché episodi come questi si verifichino il meno possibile". E’ il commento che Gaspare Barbiellini Amidei, editorialista e scrittore, già direttore di quotidiani nazionali, rilascia al Sir. "Un messaggio forte e provocatorio aggiunge – viene da questa morte tragica in giorni di festa e spettacolo per l’arrivo del nuovo anno". "Dare una mano in più a tutte quelle persone che nella comunità cristiana – S. Egidio, Caritas, parrocchie e altri – fanno cose splendide ogni giorno per aiutare chi è ai margini", è l’invito del giornalista. A suo avviso, tuttavia, urge ancor più "vincere la cultura dell’indifferenza perché troppi girano la testa dall’altra parte quando si tratta di assistere a ciò che accade sulla strada e troppo spesso ci si limita ai grandi discorsi sulla povertà, fingendo di non vedere ciò che accade fuori da case protette e da salotti perbene".