PADRE RUNGI: (PASSIONISTA), "È UNA RESPONSABILITÀ MORALE GRAVE SPARARE FUOCHI ARTIFICIALI PERICOLOSI"

"No ai botti, sì ai doni". Ad una settimana di distanza dal primo appello, avvicinandosi l’arrivo del nuovo anno, il teologo moralista campano, padre Antonio Rungi, rinnova l’invito a non sparare fuochi pericolosi a Capodanno. Si tratta di un appello indirizzato soprattutto ai genitori e agli adulti. "Fate del bene con i soldi che avete. Risparmiate per le vostre esigenze personali e familiari. Donate a chi non ha nulla. Adottate i poveri e gli affamati del territorio. Spendete i vostri risparmi per donare le cose necessarie a chi non le ha. Realizzate qualcosa di buono per voi e per gli altri". "È una responsabilità morale grave ed un peccato che va confessato –sostiene padre Rungi – sparare fuochi artificiali pericolosi nella notte di San Silvestro, mettendo a rischio la propria ed altrui vita". "È un peccato – aggiunge il religioso – anche in considerazione della diffusa povertà che esiste in tante parti del nostro Paese e, soprattutto, nel Meridione, magari anche tra coloro che sono i primi a far brillare i fuochi artificiali nella notte di Capodanno. Povertà verso la quale non si ha neppure il minimo rispetto. Tanta gente, anche in difficoltà economica, s’indebita per acquistare botti, soprattutto di quelli costosi e proibiti". "C’è un’etica della responsabilità – conclude padre Rungi – verso se stessi e verso gli altri che non si può ignorare. E ciò non riguarda solo i credenti, ma tutti coloro che hanno buon senso e criteri oggettivi nel loro agire in società. Spendere soldi per far brillare fuochi di ogni genere, sul tipo fai da te, e mettere a rischio la vita è da insensati".