Lo tsunami, l’uragano di New Orleans, gli attentati di Londra, l’emergere della Cina e dell’India sui mercati e la politica mondiali; il migrare dei popoli, lo sviluppo delle biotecnologie, il no francese e olandese alla Costituzione europea il 60° anniversario della fine della seconda guerra mondiale e della liberazione di Auschwitz, il 40° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II ma soprattutto la morte di Giovanni Paolo II, di frère Roger e l’elezione di Papa Benedetto XVI. Sono questi i segni che il 2005 lascia e che indicano che "è l’ora anche per gli europei di rimettersi in cammino per ritrovare una nuova luce". Lo scrive su SirEuropa (on line su old.agensir.it) mons. Amedée Grab, presidente del Ccee, il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, per il quale è necessario "trovare un senso al vivere ed alla storia; per trovare qualcuno a cui affidare la propria vita in grado di rispondere al desiderio di esistere, di felicità, di amore e di eternità; per trovare un bene in grado di fondare una convivenza pacifica e giusta fra i popoli e le culture. Finalmente si tratta della ricerca di Dio". "Anche se nel mercato europeo ci sono persone che sembrano snobbare il problema o almeno si mostrano indifferenti afferma Grab – sempre più persone attendono Dio". Da qui l’augurio per il 2006 di "una Chiesa che sappia comprendere questa domanda degli uomini e delle donne contemporanei e sappia mostrare con autenticità che la vita apertaci da Gesù Cristo risponde alle attese profonde della persona umana".