Sant’Egidio ha fornito anche alcune cifre che documentano la povertà della popolazione immigrata ma anche degli italiani: “Dal 1988 ad oggi sono passati nei nostri centri più di 120.000 immigrati e 11.000 italiani. Il 70% degli immigrati che si rivolgono ai nostri centri, nell’arco di un anno riescono a farne a meno, mentre quasi la metà degli italiani vi ricorre per periodi che vanno dai quattro ai dieci anni e più. Questo per due motivi: perché gli stranieri che arrivano, dopo aver attraversato il deserto o ardui percorsi, sono determinati a emergere, con maggiore spirito di adattamento e sacrificio, pur di lavorare. Gli italiani non sono da considerarsi ‘peggiori’, ma hanno effettivamente più scarsi mezzi per uscire da situazioni di usura o indebitamento cronico. Più della metà degli italiani che frequentano i nostri centri hanno una casa, ma non riescono ad arrivare alla fine del mese, soprattutto gli anziani”, ha precisato Francesca Zuccari, della Comunità di Sant’Egidio. “L’Italia spende l’80% dei fondi per l’immigrazione tramite il Ministero degli Interni, per la ‘sicurezza’: controllo delle frontiere, rimpatrio di clandestini, norme di contenimento dell’immigrazione. Purtroppo si spende poco su progetti lungimiranti, come il sostegno scolastico: dei 520 mila minori stranieri presenti in Italia, 300 mila frequentano la scuola dell’obbligo, ma nel 2003 solo il 72% è stato promosso. Questo comporta un rischio di formazione di sacche di emarginazione che col tempo si approfondiscono, come ci indicano i tristi eventi delle banlieues francesi".