"Don Luigi Di Liegro non era un prete prestato al sociale, ma un prete di Gesù Cristo che caratterizza la sua essenza nel mistero dell’Incarnazione". Così mons. Luigi Moretti vicegerente della diocesi di Roma intervenendo stamattina alla presentazione a Roma del libro "Avevo fame…avevo sete. L’Ostello di Don Luigi Di Liegro", scritto dal giornalista Orazio La Rocca. "Gesù Cristo ha detto il vescovo nasce a Betlemme in umiltà e povertà e muore come un malfattore quasi a voler dire di non voler escludere nessun uomo. Incarnansi nella vita riconoscendo in ogni persona la dignità di Figlio di Dio, e vivere concretamente la carità facendosi carico di ogni fratello, questa la caratteristica della fede cristiana. Tale luce fu anche la motivazione che Di Liegro ha vissuto in maniera profonda nella sua vita. Assumendo tutto ciò come un impegno che non si riducesse ad una pia esortazione egli ha spiegato Moretti – lo concretizzò in due modi: l’opera di aiuto materiale agli emarginati e quella di sensibilizzazione della comunità cristiana e civile". Il vescovo ha spiegato che la Caritas romana, di cui Di Liegro fu il primo direttore, è stato non solo "uno luogo per farsi carico dei problemi dei poveri, ma anche uno strumento pastorale per creare nella capitale la coscienza del dramma della povertà e chiamare tutti alla responsabilità". Il libro di La Rocca è appunto la storia dell’Ostello Caritas di Via Marsala a Roma, opera simbolo dell’impegno a favore dei poveri di mons. Di Liegro. Ma è anche come si legge nella prefazione "un breve è intenso racconto della vita di un grande sacerdote che ha dedicato tutta la sua esistenza alla lotta delle disuguaglianze sociali, di fedi, di razze, di religioni, in ognuno dei quali come amava ripetere c’è il Volto di Gesù".