INFRASTRUTTURE: DOPO VALSUSA E TAV, ANCHE LA CARNIA "SCENDE IN PIAZZA" CONTRO L’ELETTRODOTTO DEL FRIULI. LE PAROLE DEL VESCOVO E UN DOCUMENTO DEI PARROCI

"La salute e la vita delle persone umane, anche di poche solamente, è un bene superiore allo sviluppo economico di una singola impresa o di una intera regione, ed è un bene superiore alla conservazione di posti di lavoro". E’ il contributo di mons. Pietro Brollo, arcivescovo di Udine, al documento con cui le foranie della Carnia (Ampezzo, Gorto, San Pietro-Paluzza e Tolmezzo) sostengono la battaglia della popolazione contro un progetto di elettrodotto di collegamento con l’Austria (dove l’energia costa circa il 30% in meno che in Italia). Se realizzato "rovinerà in maniera irreparabile l paesaggio della valle del But", è la denuncia della popolazione della zona, che nei giorni scorsi ha indetto davanti al duomo una manifestazione di protesta, intitolata "la Carnia in movimento". Il settimanale diocesano "La vita cattolica" è stato fin dall’inizio "in prima linea" a fianco della proposta popolare, definendo quello della Carnia "una situazione fotocopia" delle proteste per la Tav in Val di Susa. "Sono entrambe aree di montagna, sottosviluppate, emarginate, dissanguate dall’emigrazione – scrive Ezio Gognach, direttore del settimanale, nell’editoriale dell’ultimo numero – di scarso o nullo peso economico e politico nelle sedi che contano. Tuttavia, come in Val di Susa, questi territori stanno trovando la forza e il coraggio di rialzare la testa, facendo leva sulle risorse più vitali – i giovani in primo luogo – di cui dispongono". Un "risveglio delle coscienze", questo, che per il  settimanale cattolico è in atto in tutta la società", dove "la gente ci vuole essere, vuol dire la sua, vuol contare. Non rilascia più deleghe in bianco ai politici e agli imprenditori", dopo anni di "apatia" e "disinteresse nei confronti del bene comune".