WTO: TRADEWATCH, "PAESI POVERI TRADITI DALLE ECONOMIE EMERGENTI, TRA CUI BRASILE E INDIA"

"E’ stato il tradimento delle economie emergenti nella battaglia dei Paesi poveri per una giustizia sociale nel pianeta": così Tradewatch, Osservatorio sul Commercio Internazionale che riunisce numerose realtà della società civile italiana, giudica le conclusioni del vertice del Wto (Organizzazione mondiale del commercio) che si è concluso ieri ad Hong Kong. Tradewatch pensa che il testo finale della Ministeriale del Wto sia "un vero e proprio insulto ai Paesi più poveri del pianeta, che invece di portare a casa dei progressi sullo sviluppo dovranno far fronte a sacrifici ancora più duri degli attuali".  Nella settimana negoziale di Hong Kong “i produttori del commercio equo e solidale ed i contadini africani hanno spiegato chiaramente in questi giorni ai negoziatori, ma anche all’opinione pubblica internazionale, quali sono le loro vere priorità – sottolinea Alberto Zoratti, dell’organizzazione di commercio equo Fair/Tradewatch – produzione locale, fine dei sussidi all’export internazionale e del dumping, stop alle ulteriori liberalizzazioni dei servizi essenziali nei loro Paesi e la possibilità di non essere inchiodati alla sola esportazione a prezzi stracciati di fibra grezza, grazie a misure tariffarie di protezione delle industrie nazionali. Altro che commercio più libero e più equo!”. “La delusione è profonda per come le economie emergenti del Sud del mondo, a partire dal Brasile di Lula e dal governo indiano – dichiara Ugo Biggeri, di Mani Tese/Tradewatch -, abbiano abbandonato la causa dei Paesi poveri per sposare una fallimentare logica liberista, proprio quando una posizione diversa avrebbe generato un cambiamento nella geopolitica mondiale”.