“E’ un clima nuovo quello che si respira in valle dopo la manifestazione di sabato che ha segnato quasi un ricompattamento del fronte della protesta”. Lo dice al Sir don Ettore De Faveri, direttore del settimanale della diocesi di Susa, “La Valsusa”, due giorni dopo la marcia “no-Tav” che sabato scorso ha visto in piazza a Torino oltre quarantamila manifestanti. “Una protesta pacifica, alla quale hanno preso parte anche alcuni sindaci, e dalla quale occorre tenere separato il brutto episodio di violenza ai danni dell’eurodeputato leghista Borghezio”. “Sorprendentemente – prosegue De Faveri -, e contro ogni previsione, sabato si è ricucito lo scollamento dei giorni precedenti; oggi si può tranquillamente affermare che non esistono più una linea dei sindaci e una linea dei movimenti. Il clima è certamente più disteso di quello delle ultime settimane”. Per il direttore, “alla vigilia del nuovo confronto con il Governo e dell’incontro con Prodi, che pare voglia sentire i sindaci, occorre riconoscere che da questo punto di vista la valle e i suoi sindaci hanno ottenuto un grandissimo risultato: l’essere finalmente, e non solo sporadicamente, ascoltati”. “Quanto ai valsusini, credo che la fase delle posizioni contrapposte sia in fase di superamento: sono ormai molte, e da tutte e due le parti, le persone impegnate per arrivare ad una soluzione. A questo – spiega – ha contribuito certamente il rallentamento che hanno subito gli eventi: l’aver dato del tempo consente di guardare alle cose con maggiore serenità e di riflettere con pacatezza da entrambe le parti”. “Non so se, come affermano diversi commentatori, la questione Valsusa sia diventata un fatto nazionale; certamente – conclude De Faveri – il problema si pone oggi per ambedue i poli come una delle grosse questioni per il nuovo governo, quale esso sia”.