"Il Consiglio europeo rinnova il suo impegno a favore di un Medio Oriente e di un Mediterraneo sicuri, prosperi e pacifici, nel rispetto dello stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani". Non ci sono solo gli accordi sulle Prospettive finanziarie nelle "Conclusioni" del summit di Bruxelles del 15 e 16 dicembre. Un’ampia parte del documento, che passa da questa settimana al vaglio delle istituzioni Ue e del quale ha parlato oggi il presidente della Commissione Barroso in un briefing con i giornalisti accreditati, è dedicata allo scenario politico internazionale: "Il Consiglio europeo – vi si legge – riconosce le sfide cui devono far fronte i paesi del Medio Oriente e del Mediterraneo. Esorta tutti i partner a risolvere le rispettive controversie in modo pacifico, a rinunciare alla minaccia o all’uso della forza"; invita inoltre "ad affrontare la minaccia del terrorismo e le reti del terrore". Capitoli particolari sono dedicati all’Iraq, all’Iran, alla Terra Santa, al Libano e alla Libia. Sul versante continentale, invece, il Consiglio ha confermato gli stanziamenti del Fondo internazionale per l’Irlanda "per promuovere la pace e la riconciliazione". Sguardo rivolto anche ai Balcani: i 25 capi di Stato e di governo hanno "deciso di accordare lo status di paese candidato all’ex Repubblica jugoslava di Macedonia". Il Consiglio, infatti, "si rallegra dei significativi processi compiuti da tale paese verso l’adempimento dei criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen nel 1993 e dei requisiti del processo di stabilizzazione e di associazione definiti dal Consiglio nel 1997".