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” “L’attuale finanziaria "renderà del tutto inapplicabili molte previsioni normative contenute negli stessi provvedimenti legislativi approvati", con una "grave penalizzazione" del sistema universitario italiano. Il grido d’allarme viene dall’assemblea generale della Crui (Conferenza dei rettori delle Università Italiane), che "denuncia al Paese i pensati tagli per formazione e ricerca previsti dal maxiemendamento al disegno di legge finanziaria presentato dal governo". La Crui, in una nota, esprime infatti "profondo sconcerto per la chiusura dimostrata dal governo" rispetto alle "richieste di integrazione del finanziamento delle università che congiuntamente Ministro e Rettori avevano avanzato nelle scorse settimane", agli "adeguamenti automatici delle retribuzioni del personale docente e i costi aggiuntivi per il contratto collettivo di lavoro del personale tecnico-amministrativo", che aumentano di circa 200 milioni di euro gli oneri finanziari per gli atenei e che sono necessariamente privi di copertura sui bilanci delle università stesse. La Crui protesta, inoltre, per "le pesanti decurtazioni del fondo per l’edilizia universitaria" e la "mancata riduzione dell’Irap per i docenti ed il personale che nelle università si dedica istituzionalmente alle attività di ricerca". Ribadendo che "questa situazione pesantemente negativa giunge al termine di un periodo in cui provvedimenti legislativi cruciali per l’università sono stati approvati attraverso accelerazioni del dibattito e delle decisioni parlamentari conseguenti", la Crui fa presente che, "in queste condizioni, gli atenei italiani non potranno garantire una risposta adeguata alle giuste aspettative dei giovani e delle loro famiglie".