Dopo l’omicidio Fortugno, "le lacrime si sono fatte coraggio". E’ quanto scrive mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri, nel messaggio per l’Avvento ed il Natale, dal titolo: "Sentinella, quanto resta della notte? Testimoni di speranza nella Locride". Ricordando il "terribile omicidio di Fortugno" e i "tanti omicidi di quest’anno che hanno violato la nostra bella terra", il presule osserva che "quel sangue versato in modo terribile e nefasto, arrogante e tracotante, ha suscitato una nuova reazione, un nuovo modo di considerare gli eventi. Il dolore ha oggi un nuovo volto, un’inaspettata fecondità. Le lacrime si sono fatte coraggio. La città si è scossa e la nostra terra ha avuto un sussulto di speranza inattesa”. Mons. Bregantini spiega poi il senso dello slogan “Mai senza l’altro” scelto in quei giorni per la sua lettera pastorale. “Mai senza l’altro specie – scrive – quando l’altro cade colpito da un killer spietato in un pomeriggio di sole, all’interno della cornice bellissima del Congresso Eucaristico Diocesano. Allora, abbiamo scoperto che il dolore di una famiglia è il dolore di tutte le nostre case. Che il sangue di un fratello chiede a tutti una santa tenace indignazione che si fa condanna ed impegno di riscatto”. Mai senza l’altro “quando quel giovane alzava lo striscione, bianchissimo, eloquente come non mai, con l’aiuto di un altro giovane, per essere, insieme, portatori di speranza e messaggeri di riscossa sociale. Mai senza l’altro. Quando la voce del vescovo raccoglie la voce di tutti". Secondo il presule finché “non cambiamo il nostro modo di vedere le cose, partendo proprio dall’impegnativo ‘Mai senza l’altro’, la nostra terra non cambierà. Con questa mentalità chiusa, chi è colpito dalla violenza, non solo soffre perché rimane solo, ma spesso deve vincere una sottile triste cortina di sospetto su di lui, colta nei particolari di un viso o di una voce che, sottilmente giudica e condanna".