INFORTUNI SUL LAVORO: PERUGIA, "A RISCHIO" ANCHE LE BADANTI

In materia di infortuni sul lavoro, una nuova categoria a rischio è quella delle badanti, spesso costrette a lavorare 24 ore al giorno per diversi mesi e facilmente preda di patologie legate al disagio psichico. A lanciare il grido di allarme è la Caritas diocesana di Perugia, secondo la quale è opportuno classificare questa particolare situazione delle badanti come una sorta di "malattia professionale". "Ci sono capitate situazioni in cui le badanti non avevano nessun altro familiare – informa Stella Cerasa, responsabile del Centro di Ascolto della Caritas di Perugia, segnalando l’aumento dei casi segnalati – oltre alla persona malata, a cui fare riferimento. Donne, dunque, lasciate totalmente sole, come se la famiglia avesse fatto una delega totale. Si sono verificati casi di donne che hanno avuto gravi difficoltà, al punto di venire ricoverate al reparto psichiatrico aver avuto persone a cui chiedere aiuto. Ci sono stati molti casi di persone che, arrivate dai loro Paesi, sono state subito ingaggiate a lavorare senza conoscere la lingua, e in situazioni in cui i familiari della persona da accudire si sono resi irreperibili". Non solo, "molti anziani a Perugia rimangono soli e – aggiunge la responsabile Caritas -, non potendo permettersi la spesa di una badante in regola, si rivolgono ad una persona appena arrivata dall’estero, sottopagata, non in regola con il permesso di soggiorno, e che proprio per questo può essere costretta a rimanere chiusa in casa con la minaccia di essere consegnata alla polizia". Istituire un "sistema integrato" dove ci sia una famiglia che si alterna alla badante: è la proposta per la Caritas di fronte a questa "situazione drammatica", che richiede l’assistenza domiciliare od "altre forme di assistenza" per evitare "la segregazione delle badanti 24 ore su 24".