MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA DELLA PACE: CARD. MARTINO, AUSPICIO PER "DISARMO NUCLEARE" E "RINNOVAMENTO" DELL’ONU, NO AL TERRORISMO

"La verità della pace richiede che tutti – sia i governi che da tempo possiedono armi nucleari sia quelli che intendono procurarsele – invertano la rotta con scelte chiare e ferme, orientandosi verso un progressivo e concordato disarmo nucleare". Lo ha detto il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, presentando oggi il primo Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della Pace. "Il convinto sostegno del santo Padre ala diritto umanitario anche dalla convenzione che non esiste una verità della guerra, ma solo la verità della pace anche nella guerra", ha commentato Martino, per il quale "nonostante qualche battuta di arresto, il diritto internazionale umanitario deve restare per la comunità internazionale un punto di riferimento assai importante da custodire e coltivare con grande cura e attenzione". "Il dato del progressivo calo numerico dei conflitti armati – è il grido di allarme dell’esponente vaticano – non deve indurre a coltivare superficiali ottimismi", viste "le numerosissime situazioni in cui il conflitto è come il fuoco sotto la cenere", scrive il Papa nel messaggio, in cui "Prende atto con rammarico dekll0’aumento delle spese militari e della produzione e del commercio delle stesse". "impegnare le risorse risparmiate con il disarmo in progetti di sviluppo dei popoli, soprattutto di quelli poveri", è la proposta del Santo Padre nel messaggio, in cui denuncia la "quasi generale indifferenza" della comunità internazionale ed il "preoccupante arresto del processo di disarmo e dell’attuazione dei trattati sulla non proliferazione, controllo e riduzione degli armamenti, a livello sia universale (Unu), sia regionale". Per l’Onu, ha sottolineato Martino, il Papa ha auspicato un "rinnovamento istituzionale e un aggiornamento operativo". Confermata la "tradizionale condanna del terrorismo", la cui "fonte ispiratrice" per Benedetto Xvi va rintracciata "nel nichilismo e nel fondamentalismo fanatico".