Un appello ad abbassare gli affitti degli alloggi destinati agli immigrati, per "consentire loro di vivere dignitosamente". A lanciarlo è la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, in un incontro svoltosi a livello regionale promosso dalla delegazione Caritas e dalla Fondazione Migrantes dell’Umbria sulle prospettive pastorali delle migrazioni. "A tutti i perugini cristiani, che vanno a messa, e che affittano i loro immobili agli immigrati ha detto don Lucio Gatti, direttore della Caritas diocesana vorrei chiedere con quale coscienza compiono certi soprusi. Spesso il costo dell’affitto è così alto che intere famiglie di immigrati sono costretti a dividere un appartamento in dieci persone, senza che tutto questo sia denunciato da nessuno. E alla Caritas spetta l’onere di fornire sussidi a queste famiglie che altrimenti non potrebbero pagare. Se alla Caritas spetta il dovere di denunciare e portare all’attenzione dell’opinione pubblica queste situazioni gravissime, al Comune spetta il compito di accogliere la denuncia e intervenire, prendere provvedimenti". "Per poter affrontare un discorso sull’interazione ha aggiunto don Luigi Filippucci, responsabile regionale della Fondazione Migrantes dell’Umbria è indispensabile partire dal concetto di persona, un concetto centrale per la cultura cristiana. La pastorale non può rivolgersi soltanto ai credenti, ma a tutte le persone che vivono nella realtà territoriale della parrocchia, per potere creare un clima fecondo di comunione, di unione, di dialogo con tutti: istituzioni, gruppi, persone. Affinché la parrocchia sia il territorio della persona".