"Gli anziani vogliono restare a casa propria il più a lungo possibile", ma "non sempre le istituzioni li ascoltano". E’ la denuncia della Comunità di Sant’Egidio, che domani, a Roma (ore 9, Auditorium Enel, Viale Regina Margherita 125), organizza un Convegno, dal titolo "A casa è meglio", per "frenare i ricoveri in istituto", attraverso "un sistema di protezione sociale attorno all’anziano e alla sua casa" che coinvolga "in una rete di prossimità diversi soggetti, pubblici, privati, del volontariato e del vicinato". "Un paese che invecchia ha bisogno di ripensare organizzazione dei servizi e destinazione delle risorse tenendo conto di quel 20% della popolazione ormai rappresentato da anziani", sostiene la Comunità di Sant’Egidio, da anni impegnata nell’aiuto e nella cura degli anziani in diverse città italiane e estere, privilegiando un modello di intervento che premia la domiciliarietà. Il convegno di domani – organizzato insieme ad Enel Cuore Onlus, l’Associazione no profit di Enel, a fianco di Sant’Egidio in un progetto finalizzato a "sostenere la cultura della domiciliarietà" – si propone, spiegano gli organizzatori, di "fare il punto sul progetto contro l’isolamento sociale e l’istituzionalizzazione della popolazione anziana", realizzato in tre comuni italiani campione: al Nord (Novara), al Centro (Fiumicino) e al Sud (Messina). L’iniziativa, si legge in una nota, vuole essere anche "l’occasione per un bilancio sulle prospettive demografiche, sanitarie, sociali e culturali dell’invecchiamento demografico in Italia", grazie agli interventi di Antonio Golini, Leonardo Palombi, Carlo Vergani e Fulvio Scaparro.