Il card. Hamao ha messo in evidenza “i problemi concreti e le frequenti difficoltà che essi incontrano per il fatto di stare lontani dal loro Paese di origine”. “Soprattutto quelli provenienti dal terzo mondo – ha sottolineato – soffrono una particolare difficoltà economica, dovuta alla irregolarità degli aiuti scolastici o all’impossibilità, a volte, di conciliare studio e lavoro retribuito; subiscono molteplici fattori di ‘choc’ culturale; soffrono dei traumi spirituali generati da differenti atteggiamenti religiosi; avvertono la sensazione di sentirsi osservati e trattati sovente con diffidenza, che si trasforma a volte in violenza, xenofobia e perfino razzismo; vivono la difficoltà di integrarsi temporaneamente nella cultura del Paese che li ospita; infine vivono l’impatto negativo provocato dal permissivismo e dal lassismo morale, in genere presenti nei Paesi che li ospitano”. Al convegno verranno anche presentati i risultati di un’inchiesta per conoscere meglio la situazione degli studenti esteri nel mondo.