TAV: RETE LILLIPUT, "SI APRA UN DIALOGO SINCERO TRA ISTITUZIONI E CITTADINI. NO AL CONTROLLO MILITARE E AGLI INTERESSI DI PARTE"

Solidarietà ai cittadini della Val Susa che stanno protestando contro il progetto dell’alta velocità (Tav) viene espressa oggi da Rete Lilliput, che riunisce numerose realtà nonviolente del mondo cattolico e laico. "Ciò che sta avvenendo in Val Susa – precisano – ci ha colpiti profondamente e non  solo perchè molti lillipuziani sono da tempo impegnati su questo tema, ma perché molti sono gli aspetti di questa vicenda che ci coinvolgono come rete". E ricordano che i cittadini della Val Susa, nella loro resistenza al progetto Tav, "hanno scelto la strada della nonviolenza, del dialogo, delle istituzioni" coinvolgendo "tutta la popolazione che è informata, consapevole, organizzata, compatta e solidale". In risposta a questo atteggiamento, osservano, "i cittadini italiani assistono, sulle vicende della  Val Susa, all’ottusità dei politici, all’informazione di massa distorta e incompleta, alla militarizzazione del territorio, ad azioni di forza da parte della polizia, ingiustificate, inutili ed inaccettabili". "La resistenza della Val Susa è difesa del territorio, salvaguardia dell’ambiente, tutela di  un patrimonio già più e più volte leso in nome di quel progresso e di quello ‘sviluppo’ che non soddisfa le reali esigenze delle persone – sottolinea -, ma che sembra sempre più garantire diritti e privilegi di pochi lasciando drammatici ‘conti in sospeso’ per i più, per le generazioni attuali e future". Per questo auspicano "che le istituzioni di governo, nazionale e locale, vogliano finalmente aprire un dialogo sincero e aperto con i cittadini e che questo avvenga in un contesto libero dal controllo militare e dagli interessi economici di parte".