A 40 ANNI DAL CONCILIO: IL RICORDO DEL VESCOVO EMERITO SALVATORE NICOLOSI, "ENTRAI NELL’AULA CONCILIARE CON TIMORE…"

“Entrai nell’aula conciliare con timore, avvertendo la grandezza del dono e la responsabilità di essere tra i Padri conciliari”: ricorda così mons. Salvatore Nicolosi, vescovo emerito della diocesi siciliana di Noto, la sua partecipazione al Concilio Vaticano II, 40 anni fa. Nato il 20 febbraio 1922 a Pedara, nell’arcidiocesi di Catania, prese parte al Vaticano II a partire dal 29 settembre 1963, data di inizio della seconda sessione dei lavori, essendo stato nominato vescovo di Lipari da Papa Giovanni XXIII il 21 marzo di quello stesso anno. Il primo aspetto del Concilio che lo ha colpito è stato vedere una Chiesa capace di andare “al cuore della vita cristiana" e allo stesso tempo di “dialogare con l’umanità”. Di quei giorni mons. Nicolosi non ha mai dimenticato il clima di apertura che si percepiva nell’aula conciliare “grazie alla sinfonia di voci di un così grande numero di vescovi provenienti da tutti i continenti”. Un clima nel quale “abbiamo potuto sperimentare una effettiva e ricca collegialità” con la presenza dei maggiori teologi che “spingevano al largo la riflessione” e con “i primi contatti ecumenici”. Mons. Nicolosi è stato colpito anche “dalla capacità dell’assemblea conciliare di arrivare ad un largo consenso, attraverso un dibattito libero anche dai toni accesi, perfezionando così le posizioni iniziali”. Perché “quando le intenzioni sono sincere”, afferma, “il confronto permette di arrivare a decisioni comuni, magari formalmente imperfette, ma con quella ricchezza che nasce dall’effettivo ascolto di tutti”. Ancora oggi, osserva, "mi sembra che così dobbiamo attuare il Concilio: restando aperti allo Spirito attraverso uno studio intelligente e sereno della realtà, una grande lungimiranza e lucida diligenza”.