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” “"C’è un patrimonio di esperienza derivato dalla gestione del terremoto del 2002 ha affermato mons. Vittorio Nozza durante la conferenza di presentazione del Rapporto Caritas cui va data continuità". La capacità di una progettazione che guardasse da subito oltre l’emergenza e il coordinamento di tutte le forze in campo: questi, secondo il direttore di Caritas italiana i punti di forza dell’intervento in Sicilia, Molise e Puglia. "Occorre inoltre ha proseguito mons. Nozza -, anche nei primi momenti di confusione dopo un evento drammatico, quando si è ‘strattonati’ dai problemi da risolvere, individuare una scala di priorità tra le emergenze e saper mettere la gestione di queste accanto alla quotidianità che continua e che pure necessita della nostra attenzione". Come Caritas, in particolare: "E’ necessario tenere alta la ‘bandiera’ della fedeltà alla dimensione educativa: ciò che facciamo non è solo provvedere ai bisogni ed edificare strutture ma testimoniare la carità della comunità cristiana educando attraverso opere-segno". Il valore della memoria di quanto realizzato per ottimizzare gli interventi futuri è stato sottolineato anche da Guido Bertolaso, responsabile nazionale della Protezione civile: "Il rapporto fotografa un periodo particolarmente difficile che abbiamo vissuto insieme con Caritas italiana e le strutture ecclesiali sul territorio e dal quale abbiamo imparato molto". In seguito all’esperienza del terremoto del 2002: "E’ stata definita la mappa sismica del territorio e sono stati fissati con legge i criteri di costruzione nelle zone a rischio. Soprattutto è stato instaurato un rapporto diverso tra istituzioni ed espressioni del volontariato e delle parrocchie che ci hanno consentito un lavoro di squadra". "Da soli ha concluso Bertolaso non si va da nessuna parte né nel rapporto tra istituzioni, né nella gestione dell’emergenza, né nella ricostruzione di un paese".