” “
” “E’ “urgente potenziare la preparazione degli insegnanti di religione cattolica (Idr)” e “verificarne in modo più efficace la professionalità”; occorre “migliorarne l’informazione sulle riforme in atto; inserire in modo più armonico l’insegnamento della religione (Irc) nelle finalità della suola progettandolo meglio e rinnovandone la prassi didattica”: sono le principali indicazioni offerte da Guglielmo Malizia, direttore del Centro studi per la scuola cattolica (Cssc) e docente di sociologia dell’educazione all’Università Pontificia Salesiana. Intervenendo questa sera a Roma alla presentazione del VII Rapporto sulla Scuola cattolica in Italia “Educazione religiosa” (Ed. La Scuola – Brescia, 2005), curato dal Cssc, Malizia ha definito “questi interventi necessari per puntare all’eccellenza dell’educazione religiosa”. Sull’ “originalità” della scuola cattolica, legata al “progetto educativo orientato in senso evangelico” offerto “liberamente come servizio all’intera società”, si è soffermato mons. Lorenzo Loppa, vescovo di Anagni-Alatri e presidente della Commissione regionale della Conferenza episcopale laziale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università. “In tale contesto – ha precisato – anche l’Irc non scaturisce dagli accordi concordatari, ma da un progetto formativo specifico che deve essere offerto a tutti gli alunni”. Per mons. Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università, “il mandato missionario odierno della scuola cattolica” consiste nell’ “elaborazione di un ethos civile capace di raccordarsi con i semi di umanesimo” alimentati “dalla tradizione cristiana”.