INFORMAZIONE E MAFIA: CONVEGNO A BOLOGNA. CLAUDIO FAVA, "IL GIORNALISTA CHE INFORMA ROMPE LA CONSEGNA DEL SILENZIO"

” “
” “"Il giornalista che informa, si chiede il perché dei fatti, non si limita a raccontare un processo ma cerca di capire cosa ci sta prima e dopo rompe la consegna del silenzio, e quindi disobbedisce. E sono disobbedienze che possono anche costare la vita". Con questa considerazione il giornalista Claudio Fava ha aperto oggi a Bologna i lavori del seminario "L’informazione e la mafia", organizzato dal premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi. Claudio Fava è figlio di Giuseppe Fava, direttore del mensile "I siciliani" ucciso dalla mafia nel 1984, una delle figure ricordate dalla mostra "Il giornalismo che non muore", al cui interno si è svolto l’evento. Per il mestiere del cronista "non è indifferente il contesto sociale e politico, il luogo e il tempo in cui si esercita la disobbedienza giornalistica", ha aggiunto Fava. Così Giorgio Bocca poté sollevare la questione della mafia, nel 1982, con un’intervista al generale Dalla Chiesa perché agiva al Nord, mentre i giornalisti siciliani rischiavano di morire "perché il contesto in cui operavano vedeva intollerabile questa disobbedienza, questa rottura di un patto del silenzio imposto dal potere criminale che governava il territorio".