CONVEGNO SUL SACERDOZIO: "CASTITÀ" E "OBBEDIENZA" ALLA BASE DELLA "CARITÀ PASTORALE" DEI PRETI, NO AL SACERDOZIO FEMMINILE

Il celibato ecclesiastico ha un’"importanza inestimabile" nella prassi della Chiesa latina, perché "attraverso il celibato e l’obbedienza prende forma" quella "carità pastorale" che i sacerdoti "sono chiamati a vivere come forma propria della loro santità". A ribadirlo è stato il card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, intervenendo oggi al Congresso internazionale promosso dalla Congregazione per il clero, in collaborazione con l’Ateneo, nel 40° anniversario della promulgazione del decreto conciliare “Presbyterorum Ordinis”, sul tema "In mezzo agli uomini come Pastori e fratelli". Citando il recente Sinodo dei vescovi, il porporato ha sottolineato che "i Padri hanno chiesto di illustrare adeguatamente ai fedeli le ragioni del rapporto tra il celibato e l’ordinazione sacerdotale, nel pieno rispetto della tradizione delle Chiese orientali". "Non mi sembra improprio dire – ha commentato subito dopo il patriarca – che per il presbitero queste profonde ragioni di ‘convenienza’ del celibato si lasciano mirabilmente concentrare in una parola che spesso oggi è fraintesa per non dire vituperata, ma che, invece, se ben capita può risultare addirittura esaltante. Parlo dell’obbedienza", che non è "sforzo di disciplina", ma "amorosa espressione di chi sa di appartenere a Cristo nella Chiesa". Sulla questione del sacerdozio femminile è intervenuto invece il card. Juan Luis Cipriani, arcivescovo di Lima, osservando che tale questione "continua ad esser oggetto di reiterata ed esasperata ‘rivendicazione’ in determinati ambiti dell’opinione pubblica". "La Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne", ha affermato il porporato citando la lettera apostolica "Ordinatio sacerdotalis", emanata da Giovanni Paolo II il 22 maggio del 1994, e confermata l’anno successivo dalla stessa Congregazione per la dottrina della fede.