“Interloquire con gli editori perché anche l’opinione dei cattolici sulle vicende del Paese possa esprimersi nei media”: è l’invito rivolto del direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, mons. Claudio Giuliodori, all’Unione della stampa cattolica italiana (Ucsi), ieri, a Roma, a chiusura del XVI Congresso nazionale su “Giornalismo e comunicazione. Una domanda di senso e di verità”. “C’è un processo mediatico ha detto Giuliodori- che tende a personalizzare e identificare la voce della Chiesa cattolica italiana con quella del cardinale Camillo Ruini. Chi però approfondisce e si documenta sa benissimo che la voce del presidente della Cei ha un riscontro forte e ampio nelle tante voci dei cattolici che costituiscono un insieme estremamente ricco e variegato che, purtroppo, non trova spazio nei media”. Il problema, ad avviso di mons. Giuliodori, è che “tante voci cattoliche potrebbero intervenire ogni giorno sulla stampa per presentare quello che è il loro punto di vista sulle vicende del Paese, mentre ciò è sistematicamente negato, trascurato, cancellato. Perché, ad esempio, sulla maggior parte dei grandi quotidiani troppo spesso non c’è spazio per gli opinionisti cattolici?”.
“Per questo ha concluso il direttore dell’Ufficio Cei – un’associazione quale l’Ucsi può avere un ruolo fondamentale come interlocutrice di coloro che determinano le linee editoriali sulla loro capacità di essere interpreti della cultura e del sentire del Paese”.