RAPPORTO CENSIS SULL’ITALIA: IL CORTO ORIZZONTE DEI "NUOVI RICCHI" E LA POVERTÀ "RELATIVA" DI 2,674 MILIONI DI FAMIGLIE

"Non si è soli con i propri problemi, anche se essi non mancano, come nel caso della povertà e disoccupazione". È quanto viene registrato nel 39ª Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato questa mattina a Roma, che elenca i due estremi del 10% delle famiglie più ricche che possiede quasi la metà dell’intera ricchezza netta del Paese, mentre, dall’altro lato, troviamo 2,674 milioni di famiglie che si trovano in condizione di povertà "relativa", cioè al limite o per un 20% di loro al di sotto della soglia minima di sopravvivenza. Secondo il Censis, tuttavia, in Italia vige una sorta di tradizione "morale" che fa sì che i problemi vengono in qualche modo condivisi a livello sociale, territoriale, comunitario. "Lo stesso magistero ecclesiale – si nota nel Rapporto – tanto spesso in passato considerato con indifferenza, ha oggi audience consistente proprio perché la gente cerca sicurezza valoriale". Il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, ha sottolineato che tra le "zavorre di sistema che ci portiamo dietro ci sono il corto orizzonte dei ricchi, diversi dei quali non pensano in termini prospettici ma di traguardi; dall’altra parte, c’è la zavorra del sistema pubblico nel quale si registra una caduta di managerialità e il proliferare dei centri decisionali che rende pesante la gestione dei problemi". L’Italia, comunque sia, "tiene" perché non solo continua ad apprezzare l’istituzione familiare, ma anche perché ha un forte e articolato patrimonio di "reti sociali". Nel Rapporto si citano le cooperative sociali, il volontariato, le Ong, l’associazionismo, tutte presenze "che mettono in campo azioni, energie e strategie che operano nei fatti in modo coesivo". (segue)