CEI: CARD. RUINI, “SOGGETTIVITÀ PERSONALE” VERO MOTIVO DI CONTRASTO “NEI RAPPORTI STATO-CHIESA”

Oggi nei rapporti Stato-Chiesa “i veri motivi di contrasto non riguardano più” le “istituzioni e le loro rispettive competenze”, ma fanno piuttosto “riferimento all’area della soggettività personale e delle norme pubbliche entro le quali occorre in qualche modo inquadrarla”. Per il presidente della Cei, card. Camillo Ruini, che ha aperto oggi a Roma il VII Forum del Progetto culturale su “Cattolicesimo italiano e futuro del Paese” (fino a domani), più che la valutazione su “ciò che è bene o male”, oggi è “diffusa e tende ad affermarsi come unica valida nello spazio pubblico, la posizione secondo la quale la libertà individuale e i ‘diritti di libertà’ costituiscono il valore fondamentale che misura tutti gli altri, con la conseguente esclusione di ogni vera o presunta discriminazione ai danni di qualcuno”. “Questo – osserva il cardinale – dovrebbe essere pertanto l’unico criterio regolatore dell’etica pubblica, o almeno di quella parte di essa che si esprime in norme giuridicamente vincolanti, mentre non potrebbe essere ammesso, a livello pubblico, alcun riferimento a ciò che è bene o male in se stesso”. Ma una “libertà individuale che non discrimina, per la quale in ultima analisi tutto è relativo” avverte il presidente Cei, “tende ad escludere o sottomettere ogni altra posizione, che può essere lecita” soltanto “finché rimane subordinata e non in contraddizione rispetto a tale criterio”. Questo, per il card. Ruini, “il vero motivo di contrasto non solo con ogni pretesa di valenza pubblica di un’etica di ispirazione cristiana, o di altra matrice religiosa, ma anche con un’etica che si richiami a un proprio oggettivo fondamento umanistico”.