"Non direi che l’Europa è in crisi. Penso piuttosto che sia in una profonda fase di trasformazione. Certo emerge la necessità di rilanciare il percorso di integrazione": Gyula Horn, già presidente del consiglio dei ministri ungherese, intervenuto al dibattito sul futuro dell’Europa svoltosi oggi nella sede del Parlamento Ue, chiede "di guardare con maggior spirito di solidarietà verso i paesi di nuova adesione". "A Est si guarda con grandi speranze verso Bruxelles, ma occorre ottenere dei risultati concreti, per battere la povertà, per accorciare le distanze tra gli Stati. In questo modo anche l’idea di Europa sarà rafforzata". Per Jürgen Linden, presidente della Fondazione che ogni anno, dal 1950, assegna il Premio Carlo Magno, "l’Europa non andrà da nessuna parte se non saprà parlare ai giovani, se non cercherà di coinvolgerli in questo processo di unità che riguarda il loro futuro". Emilio Colombo, già presidente del consiglio italiano ed ex presidente dell’Europarlamento, aggiunge una osservazione di taglio storico: "Data la mia età, potrei raccontare mezzo secolo di crisi dell’Europa, a partire dal fallimento della Comunità europea di difesa nei primi anni ’50. Eppure sono anche testimone di come l’Europa abbia sempre ritrovato in sé le risorse per superare gli stop, procedendo verso una integrazione che ha assicurato pace e sviluppo. Bisogna in questa fase far crescere nuove idee, coinvolgere i cittadini, insistere per la ratifica e l’entrata in vigore della Costituzione, che rafforzerà il cammino verso l’unità".