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” “In Lombardia vivono circa 45 mila sieropositivi e più di 20 mila persone con Aids conclamato, eppure "i progetti di prevenzione dell’Aids non sono più stati rinnovati dopo il 2003, così come i Piani di lotta all’Aids delle singole Asl". E’ l’odierna denuncia della Caritas ambrosiana, che ricorda come, "malgrado la rilevanza del problema, sembra che di Hiv e di Aids si parli solo in questa giornata". La Caritas ambrosiana invita a "riprendere seri programmi di prevenzione, rivolti sia alla popolazione generale (che misconosce il rischio di infezione derivante dai comportamenti sessuali individuali) sia a chi si espone a comportamenti ad alto rischio, come i consumatori di droghe per via endovenosa". E ricorda i nuovi "bisogni" delle persone affette da Hiv/Aids e delle loro famiglie, "mentre restano costanti le risorse disponibili trasferite dallo stato, le stesse dal 1992": bisogni di "integrazione sociale, di qualità della vita, di permanenza nel mondo del lavoro, di sostegno alle relazioni". Anche a livello governativo, sottolinea, di Hiv/Aids "non si parla (quasi) più, non si investe sull’innovazione, non viene più nominata e convocata la Consulta nazionale Aids (dall’estate 2004) e la stessa Commissione nazionale non sembra vivere un momento di fervore". Dal canto suo la Caritas ambrosiana sta ampliando il centro “Teresa Gabrieli”, per portare a 10 posti l’ospitalità della casa-alloggio per malati di Aids; sta programmando la realizzazione di un nuovo centro diurno (il primo a Milano), mentre a Tabiago di Nibionno, nella Brianza lecchese, prosegue l’attività della casa-alloggio “Don Isidoro Meschi”, che ospita 10 malati.