” ““Nuovi, personalizzati e sempre più mirati a singoli settori specifici dell’informazione”. Sono notevoli le linee di cambiamento che si evidenziano dall’analisi degli ultimi 15 anni dei percorsi formativi e degli ingressi nel lavoro di chi sceglie la professione giornalistica. È quanto emerge dal monitoraggio promosso dal Master in giornalismo dell’Università Cattolica, presentato oggi nell’Ateneo, durante la Giornata inaugurale dello stesso Master per l’Anno Accademico 2005-2006. Una ricerca che, come è stato detto in apertura dei lavori, “ha consentito di delineare il progressivo evolversi delle vie privilegiate d’incontro tra percorso formativo e richieste professionali”. E i risultati sono interessanti perché, “se appare sempre più chiaro che giornalisti si diventa”, cambiano gli scenari classici della professione. “Accanto all’ormai consolidato ruolo svolto dall’informazione a stampa – quotidiani e magazine – si evidenzia, infatti, il progressivo rilievo assunto dal giornalismo televisivo anche come chiave di accesso alla professione, soprattutto nell’ambito delle trasmissioni di approfondimento, dei rotocalchi e dei talk show”. Bastano i “numeri” “del placement degli studenti diplomati dal 2000 al 2004 che, a fronte di un 41% nei quotidiani, vede tuttavia, il 17% occupati in tesate Internet, il 21% in televisione, il 17% in magazine e il 4% in radio”. Da qui il dato rilevante della “diversificazione dei mezzi di un’informazione, sempre più spesso legata alle tecnologie digitali o ai canali alle news”.