ECUMENISMO: GROSSI (AUGUSTINIANUM), VESCOVO E CHIESA LOCALE “VANNO SEMPRE PENSATI INSIEME”

“Occorre recuperare il principio ecclesiologico che considera uniti episcopus ed ecclesia: due realtà che devono sempre essere pensate insieme”: è la conclusione di Vittorino Grossi, dell’Istituto patristico “Augustinianum” di Roma, che stamani, presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), ha introdotto i lavori del simposio internazionale “La relazione fra il vescovo e la chiesa locale: antiche e nuove questioni in prospettiva ecumenica” (fino al 3 dicembre). Promosso dall’Istituto di studi ecumenici San Bernardino (Venezia) e dal Centro Pro Unione (Roma) con la collaborazione dell’Institut catholique di Parigi e l’Angelicum, l’incontro, ha spiegato il rettore dell’Ateneo, padre Joseph Agius, si propone di “approfondire la riflessione sul ministero dei vescovi, una tra le maggiori preoccupazioni del Concilio Vaticano II e questione tuttora centrale nell’odierna riflessione ecclesiologica ed ecumenica”. “Per i padri conciliari – ha osservato Grossi – l’ecclesiologia di San Cipriano (vescovo di Cartagine, 210-248, ndr) ‘episcopus in ecclesia et ecclesia in episcopo’ fu un riferimento costante, soprattutto in merito alla questione della collegialità”. “Le Chiese cristiane oggi vivono con un certo riconoscimento reciproco del ministero episcopale; penso che il nostro battesimo comune possa essere il punto di partenza nel cammino verso l’unità” ha detto Cristopher Hill, vescovo anglicano di Guildford (Inghilterra). Per Paul-Werner Scheele, vescovo emerito cattolico di Würzburg (Germania), proprio “il dialogo ecumenico può contribuire alla comprensione specifica del ministero episcopale; soprattutto se condotto nel solco della propria tradizione”.